sabato 29 novembre 2008

CONSIGLI DI CLASSE 2


Li abbiamo fatti, abbiamo fatto il punto della difdattica e del comportmento. Che fare pe i casi pencolanti? Spronarli allo studio, trattarli con amore, non mortificare mai la loro dignità. Dare brutti voti, per vedere se si accende la lampadina, se si sveglliano, se gli viene in mente che lasciar fare non è mai una buona politica, la buona politica è sempre quella del fare, del lavorare su se stessi, del dare tanto per avereindietro il mondo intero. Coraggio a tutti voi che studiate!! Coraggio ai genitori, che vi seguano bene e coraggio ai miei colleghi che in tutto il mondo si danno da fare perché le nuove generazioni coltivino i loro sogni e le loro speranze e ampliino sempre piùil livello di conoscenze dell'umanità...

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giovedì 27 novembre 2008

L'UNICA SOLUZIONE


In Terza B, l'unica soluzione che sembra funzionare è il mio sdoppiamento. Mi spiego: questa classe è formata da due gruppi di persone, l'uno composta da allievi che hanno normalmente studiato, ma sanno dicosa si sta parlando e possono raggiungere nuove abilità grazie al loro lavoro discretamente costante; un secondo, composto da allievi che non hanno mai battuto chiodo, non sanno nemmeno le cose fondamentali per poter costruire qualche cosa; con questi mi sono arrabbiata per anni, ho entato in tutti i modi di farli studiare ma non c'è mai stato verso. Ora li ho presi da un'altra angolazione, così la classe è divisa in due grupppi, quelli più bravi, che continuano il lavoro con maggiore autonomia, ai quali dedico una fetta inferiore del tempo; e gli altri, radunati insieme e seguiti passo passo; naturalmente non si possono demotivare del tutto ricominciando da zero, anche perché, almeno a orecchio, alcune cose le hannosentite ripetute alla nausea. Allora, iniziano le stesse letture e gli stesi argomenti dei compagni più bravi ma, dopo poco, con altre serie di esercizi e con un'attenzione millimetrica al loro procedere, prendono altre vie. La fatica è tanta, ma almeno stiamo costruendo un rapporto sereno attraverso il quale, mi auguro, arriveranno anche le conoscenze.



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domenica 23 novembre 2008

CONSIGLI DI CLASSE


Questa settimana è la tornata dei Consigli di Classe. Bisognerebbe trovare soluzioni, implementare piani di recupero, trovare insieme le vie più significative... a volte si riesce, a volte no. A seguire, i rappresentanti dei genitori. Ci sono classi dove il servizio funziona bene, se c'è un gruppo di genitori motivati che hanno veramente delegato a dei rappresentanti liberamente eletti il compito di portare la loro voce e di riportare la voice degli insegnanti alle famiglie. Sì, per fare il genitore ci vuole tempo, ci vuole impegno, voglia di fare. Ma che soddisfaxzione, il miglior prodotto dell nostra vita, quando vediamo che fa bene il suo dovere scolastico, che è socievole, che non si crede il centro dell'universo ma sa collaborar e costruire con gi altri! Non è per questo che li mettiamo al mondo, perché la nostra stessa vita continui ed il mondo si modifichi, voli verso il meglio e il perfetto, e la nostra mente si apra in loro per ricevere luce. non è per questo che sono stati messi al mondo? Per amare eper essere amati?

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giovedì 20 novembre 2008

COME USCIRNE?


Da che cosa? Da qualunque cosa... dalla pseudo riforma che è solo un tentativo di risparmiare dei quattrini al di là della didattica, dalla spirale micidiale che io ti dò 6 anche se non sai e t'illudo che tu sappia qualcosa.... da questo modo di fare scuola che conduce allo squallore culturale della società.... mi sembra di vivere ai tempi dello sfascio dell'Impero Romano, dove non c'è più etica che tenga e non c'è altro valore che il risultato immediato e solo per se stessi. Stiamo andando verso un nuovo Medio Evo? mille anni magari non di buio totale, ma solo di piccole luci? Guardate che sto sempre parlando della parte che non si vede delle persone, non di quella agghindata e circondata da oggetti materiali... Forse nel Medio Evo ci siamo già, se non puoi dire a un ragazzo di studiare perché scuoti il suo troppo fragile equilibrio psichico. Non sto dicendo bugie, ogni giorno ne sentiamo di cotte e di crude noi che stiamo di qua dalla cattedra, e non possiamo che provare pena e disperazione nel vedere come alcuni genitori rovinano i propri figli. Ma questi vivono in belle case, hanno denari, nessuno si sognerebbe mai di togliere loro la patria potestà. Quelli poverissimi, invece, che vogliono bene ai loro figli e non si sognerebbero mai di guastarli con delle fandonie epocali come quella che vi ho detto prima, questi invece rischiano. Pare che se non nutri il corpo con ogni stravagante prelibatezza e se non lo rivesti di abiti griffatissimi tu non sia un buon genitore... che vergogna, vivere in questo paese!

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martedì 18 novembre 2008

LA DEPRESSIONE


E' quella che viene a me e ai miei colleghi quando dobbiamo confrontarci con realtà che non ci consentono di fare il nostro lavoro di educatori. C'è un ragazzo che non studia, allora gli dai un voto basso. Non puoi proprio dargli un voto alto se hai un minimo senso della giustizia, perché non puoi giudicare allo stesso modo chi ha lavorato e chi no. Che cosa faranno, secondo i te, i genitori di Voto Basso? Gli daranno una bella ripassata, gli diranno di tirarsi su le manche e di darsi da fare a rimediare? Troppo logico... telefonano in presidenza chiedendo a gran voce che il voto sia cancellato o sostituito, meglio, con un altro dalla sufficineza in su. Comodo, no?
Che ne sarà dei loro figli? A quanto pare non è minimamente affar loro, basta non dovergli insegnare a fronteggiare le difficoltà - che vergogna!!


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venerdì 14 novembre 2008

SONO STANCA


Anzi, stanchissima. Ho nove classi tutte numerose, e un gran lavoro di preparazione e di correzione. Non posso fare direttamente i compiti in classe senza alcun allenamento e poi, in tutta sincerità, i compiti in classe li faccio per obbligo ma quello che m'interessa veramente è la formazione, la conoscnza, la quantità e la quallità dello studio. L'apassionarsi alle cose che si devono studiare sarebbe, di fatto, l'ideale. Non è possibile che avvenga sempre: io e la matematica, per esempio, una storia più di odio che di amore. Ma se almeno i ragazzi capissero questo, che non c'è nulla che valga come la conoscenza! Ti dà le basi per aprire la porta dell'illuminazione, quando la tua vita sarà arrivata al punto da richiedere questo... La luce passa solo da una porta che è stretta; solo la conoscenza può allargarla un po'!



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martedì 11 novembre 2008

STUDIARE A MEMORIA


Fa bene alla memoria, ovviamente, e fa bene al cuore se quello che si deve mandare a memoria sono brani di bella letteratura. Prendo spunto, per questo, dal libro "La classe" di Daniel Pennac; in una classe piuttosto disastrata la sfida è lo studiare a memoria dei brani letterari e, alla fine dell'anno scolastico, quello che è cominciato come un noioso compito si è trasformato in un piacere, in un gioco, in una gara a chi lo dice meglio o a chi lo sa riconoscere dopo le prime tre o quattro parole. E' una bella gara con se stessi. Il messaggio che resta non è una moneta commerciabile che si vede subito: lievita pian piano dentro di noi. Come si fa per imparare a memoria? si ripete, si ripete, si ripete!! Prima un pezzetto poi se ne aggiungono altri fino a conoscere il testo completo. Abbiamo cominciato con Guillaume Apollinaire: "Si je mourais là-bas...". La conoscete? E' bellissima. Ah, a proposito. Lo studio a memoria, che è meccanico, non comporta doti particolari a parte un po' di olio di gomito, livella le generazioni. Anche i genitori che non si trovano più con l'impostazione didattica dei loro figlioli, amano fare a gara con loro nelle prove di memoria. E' ciò che, mi auguro, accada anche con i brani che richiederò d'imparare.


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