
Oggi giorno di compiti in classe: terza A, seconda A e seconda D. Spero che abbiano studiato bene, i compiti riguardavano, ovviamente, solo le ultime cose fatte in classe e, come al solito, l'elenco degli argomenti è stato dato con anticipo, forte e chiaro. Rispetto agli anni passati il livello di difficoltà si è sempre più abbassato; non è una cosa che faccia onore agli studenti. Non essere in grado di superare (mediamente, nel computo totale dei risultati di ciascuna classe) difficoltà commisurate alla quantità di materia già studiata ed alla maturità legata all'età non è un gran motivo di orgoglio. Ci dovrebbero riflettere tutti coloro che nella scuola hanno predicato un buonismo fuori luogo, che in famiglia non preparano i ragazzi ad affrontare l'esistenza in modo forte e costruttivo.
Nessun insegnante ha mai potuto evitare, la propria coscienza lo porta a fare questo, di tener conto dei problemi dei singoli alunni. A certi ragazzi che vivono in situazioni particolari, che mostrano un disagio più grande di qualsiasi intervento possibile, nessuno ha mai negato l'aiuto morale di un voto almeno sufficiente anche quando il risultato non era molto brillante. Di fronte al disagio, al mal di vivere, alle difficoltà che spesso gli adulti impongono ai loro figli, a causa di circostanze a volte più grandi anche di loro stessi, di fronte alla malattia, alla depressione, alla deprivazione sociale e culturale dell'ambiente di provenienza, nessuno ha mai negato la mano tesa che a volte è l'unica possibilità di aggrapparsi e di salvarsi da se stessi e da tutto quanto.
Ma da qui a dire che tutto è scusato, che il disimpegno è normale perché l'età è ingrata, che la concentrazione è scarsa per cause ormonali, che l'amore regna sovrano nella classe e dunque non si può pretendere che anche abbiano la testa allo studio... beh, questo è un altro paio di maniche. Uno è obeso e allora si sentirà a disagio, povero figlio (però, nell'intervallo, si spazza un quarto di crostata con la benedizione di mammà), quell'altro ha il nonno che sta poco bene, questo è figlio di genitori separati (come più del 50% dei suoi compagni, peraltro) e così via, per ciascuno si può trovare abbastanza facilmente un motivo per crescere allegamente ignorante.
E che ne dite di Virginia, alunna brillante, per la quale non si riescono a trovare particolari disagi ,che in terza media scrive "per qui" invece di "per cui"? E questa è una dei "bravi"! Figuriamoci gli altri!
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Ma da qui a dire che tutto è scusato, che il disimpegno è normale perché l'età è ingrata, che la concentrazione è scarsa per cause ormonali, che l'amore regna sovrano nella classe e dunque non si può pretendere che anche abbiano la testa allo studio... beh, questo è un altro paio di maniche. Uno è obeso e allora si sentirà a disagio, povero figlio (però, nell'intervallo, si spazza un quarto di crostata con la benedizione di mammà), quell'altro ha il nonno che sta poco bene, questo è figlio di genitori separati (come più del 50% dei suoi compagni, peraltro) e così via, per ciascuno si può trovare abbastanza facilmente un motivo per crescere allegamente ignorante.
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