
Ecco la storia di un mio giovane allievo, che ha falsificato quasi tutte le firme del suo diario scolastico, brutti voti, note, tutte cose già collezionate in questo primo mese e mezzo di scuola. Quando la faccenda è venuta a galla, invece di ammettere di avere sbagliato, invece di chiedere scusa e balbettare qualche buon propopsito (come farebbe qualsiasi persona normale e civile) ha fatto una sceneggiata spaziale, concludendo che se la cosa fosse stata riferita al preside (il quale, peraltro, padre di quattro figli, è una persona che prima di tutto mette il benessere dei ragazzi in testa alla lista delle priorità) si sarebbe ammazzato. E' naturale che un genitore si spoaventi e, anche se non crede molto alla serietà dei propositi del figlio una vera spada infuocata entri nel cuore di questi sventurati parenti. Certo è che bisognerebbe farsi un esame di coscienza e iandare con la memoria ad episodi passati, in cui si è detto "sì" dove bisognava dire un "no" secco ed efficace. Se i ragazzi non sono più capaci di prendersi le proprie responsabilità, se pefino quando hanno torto vogliono aver ragione con tutti i mezzi, siamo in un mondo sbagliato e preoccupante. Oltre che infinitamente infelice.
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