
... non esistono! Nel senso che non è così che vanno viste le cose, a mio modo di vedere. Le classi sono fatte di allievi, e ciascun allievo apporta il suo contributo. Ci sono classi di persone che studiano poco ma sono vivaci, non lavorano molto perché hanno mille interessi, sono sempre pronte a dire la loro opinione perché hanno fondati pareri su un sacco di argomenti. Queste sono ottime classi, perché i ragazzi sono spinti dall'energia e dalla curiosità.
Poi ci sono le classi dove pochi studiano e che assumono un carattere di apatia, e sono le più difficili per gli insegnanti. Quando non riesci a far leva su nulla perché non ci sono interessi - le ragazze si riuniscono in crocchio a parlare di ragazzi, i maschi dicono banalità e frasi fatte sullo sport e sui videogiochi - allora qui si fa più fatica a portare avanti il discorso, serpeggia la noia, negli occhi di chi fa finta di ascoltare si riflettono lunghi pomeriggi passivi spesi davanti alla tv.
Le classi dove la maggior parte studia vanno bene dal punto di vista didattico, ma bisogna che vi siano anche qui degli interessi e delle idee, perché se il gregge si fa sempre trascinare diventa, appunto, un gregge.
Perché una classe diventi buona o cattiva occorre il contributo di chi la compone. Non dite, perciò: "Non posso studiare in questa classe", oppure "Mio figlio è in una brutta classe, non è colpa sua se non arrivano risultati": ricordate che le valanghe cominciano da un fiocco di neve!
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