sabato 25 ottobre 2008

TRA UNA RIFORMA E L'ALTRA


Ogni volta che cambia il mnistro dell'istruzione, la scuola è rivoltata come un calzino.
Ognuno dice la sua, in genere si cerca di rovesciare il lavoro del predecessore;milioni di persone, insegnanti, dirigenti, allunni e le loro famiglie, devono fare i conti con tutto questo e con una serie di impostazioni che snaturano ogni pochi anni le idee didattiche, ammesso che ce ne fossero, indicate dalle direttive dello Stato.
Secondo me, la causa di tutto questo è una sola: nel nostro Paese non si ha nessuna idea dell'istruzione, si pongono dei tasselli qua e dei tasselli là, si guarda a certi dettagli ma non al quadro d'insieme. Ora c'è la polemica sui grembiuli: sterile, dal momento che alle elementari, almeno qui da noi, i grembiuli si sono sempre portati per una questione di furbizia: non ci si sporcano tanto i vestiti!! Il voto di condotta: beh, è basilare, peché è indice della buona educazione che la scuola deve sempre richiedere. Da noi ci sono alcuni insegnanti, me compresa, che tengono molto alla buona educazione e danno continuamente suggerimenti del tipo: togliti le mani dalle tasche, levati il berretto al portone e rimettilo solo quando seif uori, controlla il tuo linguaggio, vieni a scuola in odine, tieni bene le tue cose e quelle comuni e così via. Ci sono anche dei colleghi che trovano questo troppo stancante, si stancano già a farlo a casa coi popri figli, figuriamoci con quelli delgli altri!! Ma non è così che si dà la buona educazione, che è fatta di pazienza e di minuzie. Però non bisogna nemmeno dire che il voto di condotta regolerà il problema del bullismo, che va trattato in tutt'altra maniera.
Ma, tra una riforma e l'altra, c'è una cosa che non cambia mai: il fatto che chi studia procede, chi non studia rimarrà al palo...

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