
Non voglio entrare nel merito della riforma applicata all'Università, mondo che conosco solo come ex studentessa e come mamma di studenti. Tutto il resto sarà pure opinabile, ma mi sembra che in sottofondo, oltre alla necessità di recuperare denaro che ora viene, in parte, sperperato, vi sia una reale intenzione di riportare un po' di rigore in un mondo allo sbando perché non tutti gli insegnanti, mi duole dirlo, fanno mostra di una seria professionalità.
A volte, sempre più spesso, arrivano dalle quinte elementari dei ragazzini che non sono in grado di scrivere nella loro lingua madre (lasciamo a domani il ragionamento sui bambini stranieri), e non dico un tema con argomentazioni ma nemmeno semplici frasi sotto dettatura: sono infarcite di errori di ortografia.
Non conoscono metodo di studio, questo quasi tutti, perché, tanto, alle elementari non si studia! Bisogna riprendere in mano le quattro operazioni e la maggior parte degli allievi non è in grado di portarle alla fine in maniera corretta, soprattutto le divisioni.
Quando facciamo l'incontro annuale con le maestre, domandiamo loro perché il tale o il tal altro non siano stati bocciati durante il ciclo elementare, poiché la bocciatura non è mai una punizione, ma è un doveroso aiuto a coloro che non sono riusciti in un anno a formarsi delle basi su cui poggiare solidamente il loro percorso di formazione.La risposta è sempre che per bocciare qualcuno occorre compilare un mucchio di documenti e quindi non lo si fa mai. Certo che mettere sullo stesso piano il lavoro di compilare scartoffie con la possibilità di un bambino di imparare bene le abillità di base è già una bella prova di professionalità!! Cosa fai, lasci perdere perché non hai voglia di lavorare? Bell'esempio!!
Comunque, mettiamo pure che vi siano oggettive difficoltà a questo passo. Ma allora consideriamo un'altra cosa: vi sono, attualmente, tre maestri per classe e le classi sono piuttosto esigue per numero di allievi (generalmente sui 18, al massimo una ventina o poco più. Alle medie sono normalmente trenta per classe); ebbene, è possibile che in cinque anni, dico cinque anni, non si sia stati in grado di insistere sulle capacità di base - leggere, scrivere, far di conto - non sia stato possibile insegnare la necessità dello studio e dell'impegno, non si siano potuti costruire percorsi individualizzati, tra l'altro, obbligatori per legge, in modo da portare questi ragazzi ad un livello almeno minimo di conoscenze? non è mai possibile, a meno che non ci abbia già pensato la famiglia, insegnare a dar del "lei" agli insegnanti - cosa che, fatta a sei anni, non disturba minimamente il bambino che impara in un attimo le forme di cortesia e i registri linguisitici?
Perché gli si fa credere che basti ripetere poche righe del libro di testo in un italiano approssimativo per prendere ottimi voti? Perché si vogliono rovinare così i cittadini del nostro paese?
E poi, che cosa accadde alle medie? Che tutti i ragazzi che non hanno solide basi, dopo essersi stancamente trascinati per quattro, cinque o perfino sei anni da una classe all'altra,ripetendo, combiando compagni, sottostando alle leggi della devianza e dell'abbandono - perché le cose basilari si imparano ad una certa età e poi non possono che essere parzialmente compensate - alla fine si prenderanno una licenza che non si meritano e non potranno più scegliere liberamente la loro strada, ma dovranno, ripeto, dovranno fare solo quello che possono, alla faccia dei loro sogni...
E notare che gli insegnanti che lavorano prendono lo stesso miserrimo stipendio di coloro che non bocciano perché avrebbero troppo lavoro burocratico ma non individuano nemmeno i problemi. Allora, a questo punto, che lo Stato la smetta di offrire posti di lavoro sottopagati, che selezioni chi lavora e chi no e che offra a chi sa fare il proprio mestiere uno stipendio che consenta almeno una vita dignitosa.
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