sabato 29 novembre 2008

CONSIGLI DI CLASSE 2


Li abbiamo fatti, abbiamo fatto il punto della difdattica e del comportmento. Che fare pe i casi pencolanti? Spronarli allo studio, trattarli con amore, non mortificare mai la loro dignità. Dare brutti voti, per vedere se si accende la lampadina, se si sveglliano, se gli viene in mente che lasciar fare non è mai una buona politica, la buona politica è sempre quella del fare, del lavorare su se stessi, del dare tanto per avereindietro il mondo intero. Coraggio a tutti voi che studiate!! Coraggio ai genitori, che vi seguano bene e coraggio ai miei colleghi che in tutto il mondo si danno da fare perché le nuove generazioni coltivino i loro sogni e le loro speranze e ampliino sempre piùil livello di conoscenze dell'umanità...

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giovedì 27 novembre 2008

L'UNICA SOLUZIONE


In Terza B, l'unica soluzione che sembra funzionare è il mio sdoppiamento. Mi spiego: questa classe è formata da due gruppi di persone, l'uno composta da allievi che hanno normalmente studiato, ma sanno dicosa si sta parlando e possono raggiungere nuove abilità grazie al loro lavoro discretamente costante; un secondo, composto da allievi che non hanno mai battuto chiodo, non sanno nemmeno le cose fondamentali per poter costruire qualche cosa; con questi mi sono arrabbiata per anni, ho entato in tutti i modi di farli studiare ma non c'è mai stato verso. Ora li ho presi da un'altra angolazione, così la classe è divisa in due grupppi, quelli più bravi, che continuano il lavoro con maggiore autonomia, ai quali dedico una fetta inferiore del tempo; e gli altri, radunati insieme e seguiti passo passo; naturalmente non si possono demotivare del tutto ricominciando da zero, anche perché, almeno a orecchio, alcune cose le hannosentite ripetute alla nausea. Allora, iniziano le stesse letture e gli stesi argomenti dei compagni più bravi ma, dopo poco, con altre serie di esercizi e con un'attenzione millimetrica al loro procedere, prendono altre vie. La fatica è tanta, ma almeno stiamo costruendo un rapporto sereno attraverso il quale, mi auguro, arriveranno anche le conoscenze.



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domenica 23 novembre 2008

CONSIGLI DI CLASSE


Questa settimana è la tornata dei Consigli di Classe. Bisognerebbe trovare soluzioni, implementare piani di recupero, trovare insieme le vie più significative... a volte si riesce, a volte no. A seguire, i rappresentanti dei genitori. Ci sono classi dove il servizio funziona bene, se c'è un gruppo di genitori motivati che hanno veramente delegato a dei rappresentanti liberamente eletti il compito di portare la loro voce e di riportare la voice degli insegnanti alle famiglie. Sì, per fare il genitore ci vuole tempo, ci vuole impegno, voglia di fare. Ma che soddisfaxzione, il miglior prodotto dell nostra vita, quando vediamo che fa bene il suo dovere scolastico, che è socievole, che non si crede il centro dell'universo ma sa collaborar e costruire con gi altri! Non è per questo che li mettiamo al mondo, perché la nostra stessa vita continui ed il mondo si modifichi, voli verso il meglio e il perfetto, e la nostra mente si apra in loro per ricevere luce. non è per questo che sono stati messi al mondo? Per amare eper essere amati?

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giovedì 20 novembre 2008

COME USCIRNE?


Da che cosa? Da qualunque cosa... dalla pseudo riforma che è solo un tentativo di risparmiare dei quattrini al di là della didattica, dalla spirale micidiale che io ti dò 6 anche se non sai e t'illudo che tu sappia qualcosa.... da questo modo di fare scuola che conduce allo squallore culturale della società.... mi sembra di vivere ai tempi dello sfascio dell'Impero Romano, dove non c'è più etica che tenga e non c'è altro valore che il risultato immediato e solo per se stessi. Stiamo andando verso un nuovo Medio Evo? mille anni magari non di buio totale, ma solo di piccole luci? Guardate che sto sempre parlando della parte che non si vede delle persone, non di quella agghindata e circondata da oggetti materiali... Forse nel Medio Evo ci siamo già, se non puoi dire a un ragazzo di studiare perché scuoti il suo troppo fragile equilibrio psichico. Non sto dicendo bugie, ogni giorno ne sentiamo di cotte e di crude noi che stiamo di qua dalla cattedra, e non possiamo che provare pena e disperazione nel vedere come alcuni genitori rovinano i propri figli. Ma questi vivono in belle case, hanno denari, nessuno si sognerebbe mai di togliere loro la patria potestà. Quelli poverissimi, invece, che vogliono bene ai loro figli e non si sognerebbero mai di guastarli con delle fandonie epocali come quella che vi ho detto prima, questi invece rischiano. Pare che se non nutri il corpo con ogni stravagante prelibatezza e se non lo rivesti di abiti griffatissimi tu non sia un buon genitore... che vergogna, vivere in questo paese!

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martedì 18 novembre 2008

LA DEPRESSIONE


E' quella che viene a me e ai miei colleghi quando dobbiamo confrontarci con realtà che non ci consentono di fare il nostro lavoro di educatori. C'è un ragazzo che non studia, allora gli dai un voto basso. Non puoi proprio dargli un voto alto se hai un minimo senso della giustizia, perché non puoi giudicare allo stesso modo chi ha lavorato e chi no. Che cosa faranno, secondo i te, i genitori di Voto Basso? Gli daranno una bella ripassata, gli diranno di tirarsi su le manche e di darsi da fare a rimediare? Troppo logico... telefonano in presidenza chiedendo a gran voce che il voto sia cancellato o sostituito, meglio, con un altro dalla sufficineza in su. Comodo, no?
Che ne sarà dei loro figli? A quanto pare non è minimamente affar loro, basta non dovergli insegnare a fronteggiare le difficoltà - che vergogna!!


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venerdì 14 novembre 2008

SONO STANCA


Anzi, stanchissima. Ho nove classi tutte numerose, e un gran lavoro di preparazione e di correzione. Non posso fare direttamente i compiti in classe senza alcun allenamento e poi, in tutta sincerità, i compiti in classe li faccio per obbligo ma quello che m'interessa veramente è la formazione, la conoscnza, la quantità e la quallità dello studio. L'apassionarsi alle cose che si devono studiare sarebbe, di fatto, l'ideale. Non è possibile che avvenga sempre: io e la matematica, per esempio, una storia più di odio che di amore. Ma se almeno i ragazzi capissero questo, che non c'è nulla che valga come la conoscenza! Ti dà le basi per aprire la porta dell'illuminazione, quando la tua vita sarà arrivata al punto da richiedere questo... La luce passa solo da una porta che è stretta; solo la conoscenza può allargarla un po'!



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martedì 11 novembre 2008

STUDIARE A MEMORIA


Fa bene alla memoria, ovviamente, e fa bene al cuore se quello che si deve mandare a memoria sono brani di bella letteratura. Prendo spunto, per questo, dal libro "La classe" di Daniel Pennac; in una classe piuttosto disastrata la sfida è lo studiare a memoria dei brani letterari e, alla fine dell'anno scolastico, quello che è cominciato come un noioso compito si è trasformato in un piacere, in un gioco, in una gara a chi lo dice meglio o a chi lo sa riconoscere dopo le prime tre o quattro parole. E' una bella gara con se stessi. Il messaggio che resta non è una moneta commerciabile che si vede subito: lievita pian piano dentro di noi. Come si fa per imparare a memoria? si ripete, si ripete, si ripete!! Prima un pezzetto poi se ne aggiungono altri fino a conoscere il testo completo. Abbiamo cominciato con Guillaume Apollinaire: "Si je mourais là-bas...". La conoscete? E' bellissima. Ah, a proposito. Lo studio a memoria, che è meccanico, non comporta doti particolari a parte un po' di olio di gomito, livella le generazioni. Anche i genitori che non si trovano più con l'impostazione didattica dei loro figlioli, amano fare a gara con loro nelle prove di memoria. E' ciò che, mi auguro, accada anche con i brani che richiederò d'imparare.


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domenica 9 novembre 2008

PRONTI PER LA NUOVA SETTIMANA?


Come fare a prepararsi bene per un compito in classe? Innanzi tutto, studiate; i miei allievi tendono a dire "il compito mi è venuto, questo esercizio non mi viene..." Ma i compiti non hanno le gambe! Non vanno e vengono da nessuna parte! Siamo noi che sappiamo o non sappiamo farli. Il compito in classe non si prepara nei giorni precedenti la fatidica data. Si prepara giorno per giorno, studiando tutte le volte il poco o il tanto che è stato fatto in classe e allora sì, negli ultimi giorni possiamo dare una decisa spolverata alle nozioni, approfondire, esercitarci! Se il tuo test è domani e non ti senti ancora pronto, lascia perdere: è domenica sera! Vuol dire che da domani e senza dilazioni ti metterai a ripassare tutta la materia, cose vecchie e cose nuove e vedrai che nel prossimo compito in classe rimedierai alla grande. Auguri!


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sabato 8 novembre 2008

IL WEEK END


Se avete studiato durante la settimana, approfittatene! Riposate, state in famiglia e con gli amici; domenica prima di cena, un veloce ripasso alle materie del lunedì. Preparate sempre lo zaino alla sera: arrivare a scuola senza l'affanno del ritardo e senza aver dimenticato nulla significa eliminare una buona parte dello stress, ed avere il cervello libero per concentrarsi sulle cose che vengono fatte e dette. L'altra sera a teatro ho trovato un mio ex-allievo che va ora alle superiori. Sai come se la cava senza studiare? Ascoltando bene in classe!! Incredibile? Ma vero. Finché dura, finché le materie non saranno troppo corpose, va bene così. Vuoi provare anche tu? Affina il tuo orecchio e appena ti pare che non basti più, rimettiti a studiare e veloce!


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venerdì 7 novembre 2008

L'UNICA RICCHEZZA


Questa mattina abbiamo accompagnato una classe a visitare la mostra sulla Grande Guerra al "Cantinone" del Palazzo della Provincia di Biella. Dei collezionisti di reperti autentici hanno montato questa mostra perché i giovani non perdano memoria del passato del nostro Paese, ed hanno esposto divise, armi, onorificenze, ricordini mortuari di giovani morti durante il conflitto e tantissime cartoline spedite dal fronte o ricevute dai soldati. Una, bellissima, è quella di una moglie che riceve una cartolina dal marito dopo sei mesi di silenzio. Lo credeva morto, invece era prigioniero. La cartolina le giunge la vigilia di Natale, e così, il 26 dicembre, essa risponde annunciando la nascita del loro figio, a nome Vasco, avvenuta il 4 dicembre e raccontando come si sia dissolta la grande tristezza provata quel giorno nella convinzione di aver messo al mondo un orfano... I ragazzi erano molto interessati, anche al video che viene proiettato alle scolaresche. Ma la cosa migliore c'è stata nel finale: uno dei curatori, parlando ai ragazzi, ha detto loro che tutta la paccottiglia, vestiti, denaro, telefonini, pefino le automobili, si deteriora, può essere rubata, ad un certo punto si deve buttare via. Questo, dunque, non può essere un "tesoro". Ma ciò che abiamo nella mente, questo non si deteriora, non può essere rubato né buttato via, anzi, aumenta con l'andar del tempo. Questo è il vero tesoro di ciascun di noi.
Questo è il discorso che tutti i genitori dovrebbero fare ai loro figli.


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giovedì 6 novembre 2008

LA RESPONSABILITA' PERSONALE


E' quella che devi prenderti se vuoi arrivare all'istruzione. E' una propria responsabilità quella di dire: ora faccio quello che devo fare, ora imparo, ora mi metto in questo circolo virtuoso per cui più imparo e meno fatico ad imparare, e creo così la mia istruzione che, piaccia o no, è l'unico veicolo attraverso il quale arrivare ad avere il proprio spazio nella società, utile a se stessi ed agli altri. Non è solo l'America il posto dove tutti i sogni sono possibili; questo spazio è dentro di noi! Guarda però la caparbietà di Barak Obama per arrivare dov'è arrivato, a fare questo passo storico non perché lui sia il primo Presidente degli Stati Uniti di colore, ma perché finalmente le persone hanno ragionato sulle capacità e sul programma, indipendentemente dal colore della pelle. Lui, però, è stato un ottimo studente ed un professionista ai vertici nel suo campo. Tu puoi anche diventare spazzacamino, ma devi essere un eccellente spazzacamino... e se ti capiterà di diventare Presidente degli Stati Uniti dovrai essere un eccellente Presidente degli Stati Uniti. Solo se tutti fanno il loro lavoro al meglio la società può progredire verso un futuro di pace e d'intelligenza.


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mercoledì 5 novembre 2008

LA MAMMA DI M.


E' venuta questa mattina alle otto, come avevo chiesto io pena punizioni severissime e ... sorpresa! Una giovane signora bellissima, allegra, decisa, così diversa dal figlio che potrebbero non essere nemmeno parenti!! Una persona che ha studiato e che sa perfettamente quanto sia importante la riuscita scolastica per ritagliarsi un posto nella società che sia di utilità a se stessi ed agli altri. Non l'avrei mai detto, visto come si comporta il ragazzino e quanto è pelandrone!! Beh, è stata una bellissima sorpresa, di cui sono grata perché ha reso piacevole tutta la giornata!!


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martedì 4 novembre 2008

UNA FIRMA FALSA


Ma non falsa, falsissima!! Così M. ha cercato di far passare un brutto voto. Ma ha sbagliato nel voler difendere una posizione chiaramente in difetto con un brutto tono e male risposte. Ho fatto vedere la firma ai compagni e così, con bonomia, abbiamo superato una situazione pesante. Non ci saranno conseguenze se, domani, la mamma verrà a rifirmare. Poi se la vedranno loro. Sta di fatto che sempre più ragazzi dicono di non poter far firmare brutti voti a casa perché sono fatti oggetto di bote violente da parte dei genitori. Fatta la debita scrematura, resta comunque una preoccupante percentuale di violenza che sicuramente accade tra le mura domestiche. Non sarebbe meglio vegliare prima perché i propri figli studino, invece di massacrarli di botte dopo, senza mai aver offerto loro non dico un aiuto (che, in realtà, non serve a nulla) ma l'apoggio affettivo di cui tutti hanno bisogno?


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lunedì 3 novembre 2008

COME FARE?


Comne fare a realizzare i propri sogni? Come fare per vederli concretizzare in breve tempo, senza perdersi per strada? Bene, se il sogno è quello di essere promossi a pieni voti l'esperta sono io. Vi basta scegliere questo link per trovare la guida che vi aiuterà a risolvere i vostri problemi:
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E se volete, invece, aprire l'orizzonte a più vasti sogni e desideri? Sapete che c'è un modo per attrarre l'universo accanto a noi, per far sì che tutto congiuri a nostro favore? Qui non sono io l'esperta, ma Viviana Gunert. Il suo e-book esce oggi a mezzanotte, ad un prezzo così basso che basta la paghetta per comprarselo da soli. Andate a verificare a questo link e ditemi se non ho ragione!!
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domenica 2 novembre 2008

ARCHIVIAMO OTTOBRE

E' andata come è andata, ma ormai ottobre è finito. Vediamo di far andare novembre meglio ancora, anche se abbiamo la media del 9 e mezzo, si può sempre migliorare!! solo il 10 ha già raggiunto il massimo. Soprattutto se ci sono delle materie nelle quali abbiamo preso un'insufficienza, tiriamoci su le maniche e diamoci da fare, soprattutto adesso che siamo ancora abbastanza all'inizio e non c'è molto da recuperare. Sta a noi, a voi studenti, far andare le cose bene o male: un bel pomeriggio di studio e il problema è risolto... se poi avrete la costanza di non rimanere indietro con gli argomenti e di lavorare giorno per giorno. Certo che studiare stanca! Come tutti i lavori intellettuali o manuali. Ma solo attraverso la vostra volontà arrivano i buoni risultati, le soddisfazioni, il piacere di apprendere e di poter scegliere senza autolimitarvi, lasciandovi aperto tutto il ventaglio delle possibilità. Coraggio, ci vuole poco per riuscire!! Un soriso, innanzi tutto, niente è mai così brutto come la nostra paura lo dipinge!


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giovedì 30 ottobre 2008

DUE GENITORI DIVERSI


... e due figlie che avranno esiti diversi. Carola risponde male, si comporta un po' da bulla, ma è molto intelligente, i suoi genitori si aspettano che in futuro arrivi alla laurea e mettono la scuola come priorità nel mondo della figlia. Quando la rimproveri, vengono a ringraziare perché in questo modo li aiuti a raggiungere gli obiettivi e la loro parola d'ordine è: "Tu prima studia, poi di tutto il resto discuteremo con calma". Non ci sono problemi per il futuro di Carola, anche se il suo carattere è quello che è le linee sono ben tracciate. E di questo dovrà ringraziare i suoi genitori. I genitori i Gloria, invece, che pure è una ragazza intelligente e non fa fatica a studiare, non è particolarmente molesta, o meglio, per precisare, è abbastanza furba da non farsi cogliere spesso in fallo, protestano col Dirigente Scolastico perché un collega ha assegnato un lavoro da un giorno al successivo, come punizione per aver trascinato questo lavoro per tre settimane senza mai concludere niente. Capirai, bisognava anche studiare nel giorno in cui la scuola organizza (dalle due alle tre) il corso di nuoto! Dalle tre e mezza alle nove di sera non vogliamo mica fare un torto a questi poveri piccini facendoli anche studiare?!? Beh, in confidenza, Gloria avrà dei grandi ostacoli nel suo futuro. non avrà le palle, crederà che la vita debba spianarle ogni minima contrarietà. Arriveranno tempi molto duri e ogni passo che dovrà fare veso il diventare grande sarà una fatica e una battaglia persa. Anche lei, in futuro, dovrà ringraziare i suoi genitori. In senso ironico, s'intende.

Tutti i genitori hanno un obiettivo, anche se a volte lo gestiscono male: avere dei figli felici e ben preprati alla vita. Ognuno ha il suo obiettivo personale, il suo sogno, la sua necessità. Ora c'è un libro che vi aiuterà a centare la meta seguendovi passo dopo passo; lo trovate a questo link:
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mercoledì 29 ottobre 2008

UN GIOVANE ... FALSARIO!!!


Ecco la storia di un mio giovane allievo, che ha falsificato quasi tutte le firme del suo diario scolastico, brutti voti, note, tutte cose già collezionate in questo primo mese e mezzo di scuola. Quando la faccenda è venuta a galla, invece di ammettere di avere sbagliato, invece di chiedere scusa e balbettare qualche buon propopsito (come farebbe qualsiasi persona normale e civile) ha fatto una sceneggiata spaziale, concludendo che se la cosa fosse stata riferita al preside (il quale, peraltro, padre di quattro figli, è una persona che prima di tutto mette il benessere dei ragazzi in testa alla lista delle priorità) si sarebbe ammazzato. E' naturale che un genitore si spoaventi e, anche se non crede molto alla serietà dei propositi del figlio una vera spada infuocata entri nel cuore di questi sventurati parenti. Certo è che bisognerebbe farsi un esame di coscienza e iandare con la memoria ad episodi passati, in cui si è detto "sì" dove bisognava dire un "no" secco ed efficace. Se i ragazzi non sono più capaci di prendersi le proprie responsabilità, se pefino quando hanno torto vogliono aver ragione con tutti i mezzi, siamo in un mondo sbagliato e preoccupante. Oltre che infinitamente infelice.

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martedì 28 ottobre 2008

UNA BUONA GIORNATA


Oggi è giorno di lavoro sul territorio; con due classi quasi al completo (49 allievi), visita ad uno stabilimento tessile del 1870 (la fabbrica della ruota a Pray) con macchine d'epoca ed anteriori, la visita ad uno stabilimento tessile avveniristico (Reda di Valle Mosso) ed una lunga sosta alla Fondazione Pistoletto Cittàdell'arte per la mostra sull'architettura sostenibile. In questo caso sì, c'è stato interesse, una buona attenzione e una discreta positività nella partecipazione. Ma senza le basi costruite prima, questa giornata sarebbe stata un mosaico incomprensibile di tessere sparpagliate senza costrutto alcuno. Il mondo si comprende solo attraverso ciò che si è appreso e l'apprendimento comporta un atto della volontà.

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lunedì 27 ottobre 2008

PARLANDO DI DEMOTIVAZIONE...


... non dimentichiamoci gli insegnanti!! Non è bello parlare ad una classe formalmente attenta ma sulla quale non fai presa. Oppure hai anche un buon rapporto dal punto di vista umano, ma non studiano niente e non c'è niente che li interessi, non si fa presa... lavori con la sensazione di seminare un bel giardino di fiori e poi di trovarti fra le mani un mucchio di sterpi. Da qualche parte bisogna che questa situazione cominci a cambiare, l'apatia delle nuove generazioni è preoccupante perché è chiaro che i ragazzi possono dare e ricevere tanto, ma prima di tutto dovrebbero dare tanto a se stessi procedendo sulla strada della cultura tracciata dai loro predecessori. Su cosa poggia la casa della modernità e del futuro se non sulle idee e le conoscenze portate dalle passate generazioni, su su fino ai latini, ai greci e prima ancora? Su cosa basare le nuove opportunità, come articolare il pensiero per non farlo involvere, ma, invece, progredire e indirizzare, mostrare la strada a chi verrà dopo di noi? "Un popolo che non conosce, va alla rovina" (Osea 4,14).

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sabato 25 ottobre 2008

TRA UNA RIFORMA E L'ALTRA


Ogni volta che cambia il mnistro dell'istruzione, la scuola è rivoltata come un calzino.
Ognuno dice la sua, in genere si cerca di rovesciare il lavoro del predecessore;milioni di persone, insegnanti, dirigenti, allunni e le loro famiglie, devono fare i conti con tutto questo e con una serie di impostazioni che snaturano ogni pochi anni le idee didattiche, ammesso che ce ne fossero, indicate dalle direttive dello Stato.
Secondo me, la causa di tutto questo è una sola: nel nostro Paese non si ha nessuna idea dell'istruzione, si pongono dei tasselli qua e dei tasselli là, si guarda a certi dettagli ma non al quadro d'insieme. Ora c'è la polemica sui grembiuli: sterile, dal momento che alle elementari, almeno qui da noi, i grembiuli si sono sempre portati per una questione di furbizia: non ci si sporcano tanto i vestiti!! Il voto di condotta: beh, è basilare, peché è indice della buona educazione che la scuola deve sempre richiedere. Da noi ci sono alcuni insegnanti, me compresa, che tengono molto alla buona educazione e danno continuamente suggerimenti del tipo: togliti le mani dalle tasche, levati il berretto al portone e rimettilo solo quando seif uori, controlla il tuo linguaggio, vieni a scuola in odine, tieni bene le tue cose e quelle comuni e così via. Ci sono anche dei colleghi che trovano questo troppo stancante, si stancano già a farlo a casa coi popri figli, figuriamoci con quelli delgli altri!! Ma non è così che si dà la buona educazione, che è fatta di pazienza e di minuzie. Però non bisogna nemmeno dire che il voto di condotta regolerà il problema del bullismo, che va trattato in tutt'altra maniera.
Ma, tra una riforma e l'altra, c'è una cosa che non cambia mai: il fatto che chi studia procede, chi non studia rimarrà al palo...

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venerdì 24 ottobre 2008

NON SO PIU' CHE FARE!!!


Di fronte al totale disimpegno di certi allievi che non hanno nessun motivo per non studiare. Vige una generale non presa di posizione nei confronti di queste persone; non si riesce a far comprendere loro la necessità dello studio e della conoscenza, le famiglie sono completamente inermi di fronte anche ai ragazzi più giovani, tutto riposa sulle spalle della scuola e se questa generazione preferisce il gioco o il nulla all'impegno scolastico... beh, è colpa della scuola! Sono gli insegnati, che non sanno motivare!!! Ma una sana iniezione di senso del dovere? Stare un po' più attenti, per vedere se interessa qualcosa di quello stranito sproloquio che dura cinque ore tutte le mattine? Possibile che gli interessi risiedano tutti in sciocchezze, e ancora grazie se almeno ci si interessa alle sciocchezze!! Ragazzi, non fate così, vi parlo come se foste figli miei, per favore, pensateci bene al vostro e al nostro futuro, perché siamo tutti nel mondo e l'atmosfera che vi si crea sostiene, o intossica, tutti quanti noi.

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giovedì 23 ottobre 2008

LE CLASSI PONTE


Come avevo detto, ne avrei parlato oggi. Questo tema è oggetto di grnde discussione a scuola perché, di fatto, l'insegnamento intensivo dell'italiano viene già organizzato, usufruendo, almeno nelle scuole medie, delle ore a disposizione che compongono la cattedra di lettere. Nella mia città vi sono corsi analoghi anche alle scuole superiori. Si dividono in "prima alfabetizzazione" e "seconda alfabetizzazione" per i ragazzi che non sono principianti assoluti ma che necessitano ancora di aiuto per poter studiare. Attualmente, nella mia scuola usufruiscono di questo servizio una ragazza proveniente da Cuba, un ragazzo russo, uno appena arrivato dalle Filippine, questi per il primo approccio. I risultati sono visibili anche perché la loro immersione è totale per tutto il tempo che passano fuori casa e, a casa, seguendo i programmi televisivi. Gli altri, numerosissimi, ragazzi di origine straniera hanno già tutti frequentato le elementari in Italia.
Se, come pare, la composizione della cattedra di lettere verrà cambiata in un totale tempo - classe, sparendo le ore a disposizione dell'istituzione scolastica sarà necessario avere una persona temporaneamente assunta per far fronte alla bisogna. dico "temporaneamente" perché i corsi intensivi dovrebbero durare non più di tre mesi, se ho ben capito quello che è stato detto ieri sera a "Matrix". Comunque, visto che lo stato non è mai intervenuto in questo senso, le varie istituzioni scolastiche hanno già tutte, e da tempo, assunto iniziative per aiutare i migranti ad inserirsi nel mondo scolastico in modo proficuo, non come semplici uditori.
Io ho avuto allievi appena arrivati dal Sud America, dall'Africa, dagli stati arabi, che si sono già diplomati o che sono all'università, e che noi abbiamo aiutato ad imparare l'italiano ed integrato nella nostra società. Abbiamo avuto cinesi che non sapevano nulla, che non percepivano nemmeno il ritmo delle frasi italiane e che poi sono riusciti a percorrere la loro strada in modo positivo.
Ogni tanto mi domando se coloro che ci governano abbiano in mente la situazione reale o si facciano un film a loro uso e consumo.

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mercoledì 22 ottobre 2008

A COSA SERVONO LE RIFORME


Non voglio entrare nel merito della riforma applicata all'Università, mondo che conosco solo come ex studentessa e come mamma di studenti. Tutto il resto sarà pure opinabile, ma mi sembra che in sottofondo, oltre alla necessità di recuperare denaro che ora viene, in parte, sperperato, vi sia una reale intenzione di riportare un po' di rigore in un mondo allo sbando perché non tutti gli insegnanti, mi duole dirlo, fanno mostra di una seria professionalità.
A volte, sempre più spesso, arrivano dalle quinte elementari dei ragazzini che non sono in grado di scrivere nella loro lingua madre (lasciamo a domani il ragionamento sui bambini stranieri), e non dico un tema con argomentazioni ma nemmeno semplici frasi sotto dettatura: sono infarcite di errori di ortografia.
Non conoscono metodo di studio, questo quasi tutti, perché, tanto, alle elementari non si studia! Bisogna riprendere in mano le quattro operazioni e la maggior parte degli allievi non è in grado di portarle alla fine in maniera corretta, soprattutto le divisioni.
Quando facciamo l'incontro annuale con le maestre, domandiamo loro perché il tale o il tal altro non siano stati bocciati durante il ciclo elementare, poiché la bocciatura non è mai una punizione, ma è un doveroso aiuto a coloro che non sono riusciti in un anno a formarsi delle basi su cui poggiare solidamente il loro percorso di formazione.La risposta è sempre che per bocciare qualcuno occorre compilare un mucchio di documenti e quindi non lo si fa mai. Certo che mettere sullo stesso piano il lavoro di compilare scartoffie con la possibilità di un bambino di imparare bene le abillità di base è già una bella prova di professionalità!! Cosa fai, lasci perdere perché non hai voglia di lavorare? Bell'esempio!!
Comunque, mettiamo pure che vi siano oggettive difficoltà a questo passo. Ma allora consideriamo un'altra cosa: vi sono, attualmente, tre maestri per classe e le classi sono piuttosto esigue per numero di allievi (generalmente sui 18, al massimo una ventina o poco più. Alle medie sono normalmente trenta per classe); ebbene, è possibile che in cinque anni, dico cinque anni, non si sia stati in grado di insistere sulle capacità di base - leggere, scrivere, far di conto - non sia stato possibile insegnare la necessità dello studio e dell'impegno, non si siano potuti costruire percorsi individualizzati, tra l'altro, obbligatori per legge, in modo da portare questi ragazzi ad un livello almeno minimo di conoscenze? non è mai possibile, a meno che non ci abbia già pensato la famiglia, insegnare a dar del "lei" agli insegnanti - cosa che, fatta a sei anni, non disturba minimamente il bambino che impara in un attimo le forme di cortesia e i registri linguisitici?
Perché gli si fa credere che basti ripetere poche righe del libro di testo in un italiano approssimativo per prendere ottimi voti? Perché si vogliono rovinare così i cittadini del nostro paese?
E poi, che cosa accadde alle medie? Che tutti i ragazzi che non hanno solide basi, dopo essersi stancamente trascinati per quattro, cinque o perfino sei anni da una classe all'altra,ripetendo, combiando compagni, sottostando alle leggi della devianza e dell'abbandono - perché le cose basilari si imparano ad una certa età e poi non possono che essere parzialmente compensate - alla fine si prenderanno una licenza che non si meritano e non potranno più scegliere liberamente la loro strada, ma dovranno, ripeto, dovranno fare solo quello che possono, alla faccia dei loro sogni...
E notare che gli insegnanti che lavorano prendono lo stesso miserrimo stipendio di coloro che non bocciano perché avrebbero troppo lavoro burocratico ma non individuano nemmeno i problemi. Allora, a questo punto, che lo Stato la smetta di offrire posti di lavoro sottopagati, che selezioni chi lavora e chi no e che offra a chi sa fare il proprio mestiere uno stipendio che consenta almeno una vita dignitosa.

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martedì 21 ottobre 2008

GIORNATA DI COMPITI IN CLASSE


Oggi giorno di compiti in classe: terza A, seconda A e seconda D. Spero che abbiano studiato bene, i compiti riguardavano, ovviamente, solo le ultime cose fatte in classe e, come al solito, l'elenco degli argomenti è stato dato con anticipo, forte e chiaro. Rispetto agli anni passati il livello di difficoltà si è sempre più abbassato; non è una cosa che faccia onore agli studenti. Non essere in grado di superare (mediamente, nel computo totale dei risultati di ciascuna classe) difficoltà commisurate alla quantità di materia già studiata ed alla maturità legata all'età non è un gran motivo di orgoglio. Ci dovrebbero riflettere tutti coloro che nella scuola hanno predicato un buonismo fuori luogo, che in famiglia non preparano i ragazzi ad affrontare l'esistenza in modo forte e costruttivo.
Nessun insegnante ha mai potuto evitare, la propria coscienza lo porta a fare questo, di tener conto dei problemi dei singoli alunni. A certi ragazzi che vivono in situazioni particolari, che mostrano un disagio più grande di qualsiasi intervento possibile, nessuno ha mai negato l'aiuto morale di un voto almeno sufficiente anche quando il risultato non era molto brillante. Di fronte al disagio, al mal di vivere, alle difficoltà che spesso gli adulti impongono ai loro figli, a causa di circostanze a volte più grandi anche di loro stessi, di fronte alla malattia, alla depressione, alla deprivazione sociale e culturale dell'ambiente di provenienza, nessuno ha mai negato la mano tesa che a volte è l'unica possibilità di aggrapparsi e di salvarsi da se stessi e da tutto quanto.
Ma da qui a dire che tutto è scusato, che il disimpegno è normale perché l'età è ingrata, che la concentrazione è scarsa per cause ormonali, che l'amore regna sovrano nella classe e dunque non si può pretendere che anche abbiano la testa allo studio... beh, questo è un altro paio di maniche. Uno è obeso e allora si sentirà a disagio, povero figlio (però, nell'intervallo, si spazza un quarto di crostata con la benedizione di mammà), quell'altro ha il nonno che sta poco bene, questo è figlio di genitori separati (come più del 50% dei suoi compagni, peraltro) e così via, per ciascuno si può trovare abbastanza facilmente un motivo per crescere allegamente ignorante.
E che ne dite di Virginia, alunna brillante, per la quale non si riescono a trovare particolari disagi ,che in terza media scrive "per qui" invece di "per cui"? E questa è una dei "bravi"! Figuriamoci gli altri!

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lunedì 20 ottobre 2008

SERVE DAVVERO ESSERE BRAVI?


Si direbbe di no, almeno nel nostro Paese. Cito dall'Espresso di questa settimana: "...l'indagine "Il merito e leregole: fotografia di un'eccellenza di giovani, diversi per provenienza e per studi, concordi però sul fatto che il sistema formativo valorizzi poco o per nulla il merito. Che un mix di furbizia e accondiscendenza verso il docente siano più utili dell'effettiva preparazione." L'indagine di cui si parla nell'articolo è stata svolta dai 50 migliori laureati italiani selezionati dalla scuola di specializzazione Alma Graduate School di Bologna. E' veramente uno spreco ed una vergogna che l'università funzioni in questo modo, ma di sicuro vi saranno docenti animati da valori ben diversi: non facciamo di tutta l'erba un fascio.
Nella scuola dell'obbligo e nel superiore non dovrebbero esserci di mezzo interessi particolari: glli insegnanti percepiscono tutti lo stesso misero stipendio e non ci sono accessi a fondi tali da costituire motivo d'invidia o meta agognata.
Certo, le individualità persistono. A qualcuno può fare più piacere che ad altri sentirsi beneamati, dire battute sceme e vedere che gli allievi ridono di gusto (falsi come pochi); vi sono poi i più dannosi di tutti, gli insegnanti amiconi che, nelle classi di ragazzi beneducati (ne esistono ancora), impongono loro stessi l'odiosissimo "prof" come segno di affetto (ma se è richiesto che affetto è?) e per un senso di parità del tutto inopportuno.
Noi insegnanti siamo in classe per insegnare, non per farci incensare o per dare il via ad esercizi di lecchinaggio. Il rapporto con gli alunni finisce per divenire affettuoso, ci si vede tutti i giorni! ma non per questo deve essere la misura di valori opinabili e lontani dalla correttezza.
Non diventate lecchini, ragazzi cari. Nonserve a niente prendereun bel voto se dietroc'è il vuoto della conoscenza. Preferite un voto basso ma guadagnato onestamente, la vostra coscienza la porterete sempre con voi.

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domenica 19 ottobre 2008

LA SCUOLA COME UNA FATTORIA?


E' proprio così che Stéphanie e le sue amiche chiamano il liceo, la "Ferme", cioè la fattoria. Di Stéphanie X è stato pubblicato, nel 1983, il diario scritto quando la ragazza aveva tra i tredici e i quattordici anni con il titolo "Cornichons au chocolat", ossia "Cetriolini al cioccolato", un libro toccante, divertente, scioccante per lo sguardo maturo e limpido con cui questa ragazzina osserva il mondo degli adulti. Volete sapere perché il liceo viene chiamato in questo modo? Ecco la traduzione della spiegazione di Stéphanie: "nella Fattoria ci sono deli animali, delle capre e delle oche, siamo noi, ci trattano in questo modo, tutti fanno 'mu' e 'coccodè', ci sono dei poveracci e dei poveri di spirito, ci mettono in fila come le mucche e ci danno da mangiare. La sola differenza è che non ci mungono, ma a parte questo è la stessa cosa, noi siamo i vitelli e i prof, a parte uno o due, sono come dei fattori, ci guardano tutti insieme ma mai uno per uno".
Sconcertante, vero? Ma quanti ragazzi vivono così l'esperienza che dovrebbe essere formativa, illuminante, dare sapore all'esistenza con l'ingrandirsi delle conoscenze e delle relazioni umane?
Se siamo insegnanti, cerchiamo di dare il massimo a ciascuno, accogliendo ognuno nell'interezza della sua umanità. Lo so che cerchiamo di farlo, ma il tempo è quello che è e le classi sono numerose.... io ne diverse di trenta ragazzi e sono proprio tanti!
Se siamo genitori, mettimo la scuola davanti a tutto. E' il primo passo nella vita autonoma, è la base del futuro dei nostri figli; non trascuriamola e non rendiamola la causa di tutti i mali del mondo. Qualche minuto in meno di gioco e in più di studio non ammazza, fa crescere e rinvigorisce lo spirito!
E se siamo studenti, sforziamoci in tutti i modi di non rinchiuderci in un guscio di nichilismo, di non farci annientare. Va bene, non si può essere geni in tutto e non sempre si può rendere al massimo. Facciamo almeno il nostro dovere e poi prendiamoci il tempo per decidere con chi possiamo andare meglio d'accordo, chi sceglieremmo per chiedere aiuto o confidare un problema... fermo restando che ciò che noi facciamo di buono nello studio lo facciamo solo per noi, per il nostro futuro, e non per compiacere un professore piuttosto che l'altro. Sarà più semplice farlo per chi ci sta più simpatico, ma alla fine della catena ritroveremo solo noi stessi con le nostre capacità e la nostra possibilità di scegliere una strada piuttosto che un'altra. E noi dobbiamo lavorare perché queste possibilità non siano limitate dalla mancanza di preparazione, ma siano aperte a tutto ciò che vorremo ottenere dalla vita!

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sabato 18 ottobre 2008

SCAPPARE DI CASA PER UN BRUTTO VOTO


E' una notizia del telegiornale di questa sera: un brutto voto, e un ragazzino decide di non tornare a casa e poi viene soccorso da un operaio di colore che si accorge della difficoltà in cui si trova. Fa riflettere, questa cosa, sul fatto che sono sempre meno gli adolescenti attrezzati a sopportare la sconfitta.
Un brutto voto, sopratutto al mese di ottobre, è assolutamente rimediabile.
Per non prendere brutti voti bisogna studiare, s'accordo, e questo sarebbe già una buona base per affrontare il problema ancora prima che questo si presenti. A volte, tuttavia, non basta: può capitare di non capire il problema, di avere un momento di smarrimento o di stanchezza e tutte le nozioni spariscono dalla mente che diventa un campo aperto... ma vuoto! Se non suamo stati allenati a gestire lo stress, l'ansia ci attanaglia e facciamo sempre più fatica fino a che la soluzione diventa impossibile.
E' in famiglia che si impara ad affrontare le situazioni di tensione e ad elaborare le sconfitte, anche quelle momentanee. Se abbiamo una persona che deve imparare a fare questo, bisogna saperla educare con dei "no" al momento giusto, con la dolcezza e la fermezza; dargliele tutte vinte significa fargli male come al peggior nemico.
Non sto parlando della famiglia di questo ragazzino, che non conosco. Molti genitori che conoco si rivolgono alla scuola dicendo di non saper più cosa fare, vengono da me o vanno dai miei colleghi in cerca di soluzioni. La soluzione sarebbe una sola, ma a volte non si può dire, oppure si dice e non viene affatto recepita: guardate dentro di voi, cercate di capire che cosa v'impedisce di fare il genitore e vi riduce ad essere una macchinetta sforna - desideri, un perdonatoio ambulante, una scusa perpetua a tutti i disastri combinati dai figli. Cominciate da lì. Fermatevi finché siete in tempo, non fate del male ai vostri ragazzi.
E agli insegnanti, a quell'insegnante che ha dato il brutto voto che ha scatenato la fuga: non fermatevi, continuate a valutare secondo giustizia. Con una parola dolce ma ferma farete intendere a tutti che il voto non è un mezzo per giudicare, ma un paletto nella via da percorrere perché lo studente stesso capisca dov'è la cosa che non va.
Chi vuole rimediare, può farlo. Chi desidera avere bei voti senza lavorare, è meglio che cambi pianeta!


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venerdì 17 ottobre 2008

UNA SEMPLICE SOLUZIONE




Molte volte i problemi sembrano difficili, eppure basta fare un attimo di staccco, un passo indietro con la mente per riprendere la giusta prospettiva. A volte io m'impunto, batto senza accorgermene la via dell'orgoglio. Ma io sono l'educatore!! Non c'è solo un buon esempio da dare in termini di senso del dovere, di rigore, di lealtà. Queste cose sono imprescindibili, ma se non facciamo sentire ad un adolescente che sotto tutte le nostre azioni c'è dell'amore per lui (o per lei), nemmeno il più bell'esempio porterà a niente.
Il bisogno di essere accettati e benvoluti si esprime, nei ragazzi, sotto tante forme diverse e non tutte sono limpide e chiare da comprendere. Ma tutte sono il segno di una sofferenza profonda, di un modo di aggrapparsi a quello che si ha anche per strapparlo coi denti pur di andare in cerca di ciò che ci manca.
Quale terribile dolore stringe il cuore di M., che mi guarda torva e non sorride? Che racconta bugie e mi mette nei guai con i colleghi e il Dirigente, inventandosi cose che io non ho detto e che poi bisogna pazientemente chiarire, senza dare a lei l'etichetta di bugiarda? Lo so, bisogna farle capire che così non si fa.
Nel giorno in cui ho il nervoso, in cui sono più stanca o la passione mi abbamdona perché c'è qualcosa che non va - un raffreddore incipiente, un po' di mal di gola - allora lo scontro è più duro e il teatro si recita di fronte alla classe, uno spettacolo inedito e all'impronta, nuovo ogni giorno.
Ma prima o poi riuscirò a farle capire che le voglio bene come una madre vuol bene a suo figlio, anche urlando e strepitando perché non vede altro, questa madre, che la giusta via che lei dovrà seguire.
Ci sono madri brave e brave madri, come ci sono insegnanti bravi e bravi insegnanti. Non è un caso che l'aggettivo cambi significato solo ad esser posto prima o dopo rispetto al sostantivo. Pensateci bene.
Io sono dalla parte delle brave madri e dei bravi insegnanti. Un bacio e una preghiera per M.

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giovedì 16 ottobre 2008

LE CLASSI BUONE E LE CLASSI CATTIVE ...


... non esistono! Nel senso che non è così che vanno viste le cose, a mio modo di vedere. Le classi sono fatte di allievi, e ciascun allievo apporta il suo contributo. Ci sono classi di persone che studiano poco ma sono vivaci, non lavorano molto perché hanno mille interessi, sono sempre pronte a dire la loro opinione perché hanno fondati pareri su un sacco di argomenti. Queste sono ottime classi, perché i ragazzi sono spinti dall'energia e dalla curiosità.
Poi ci sono le classi dove pochi studiano e che assumono un carattere di apatia, e sono le più difficili per gli insegnanti. Quando non riesci a far leva su nulla perché non ci sono interessi - le ragazze si riuniscono in crocchio a parlare di ragazzi, i maschi dicono banalità e frasi fatte sullo sport e sui videogiochi - allora qui si fa più fatica a portare avanti il discorso, serpeggia la noia, negli occhi di chi fa finta di ascoltare si riflettono lunghi pomeriggi passivi spesi davanti alla tv.
Le classi dove la maggior parte studia vanno bene dal punto di vista didattico, ma bisogna che vi siano anche qui degli interessi e delle idee, perché se il gregge si fa sempre trascinare diventa, appunto, un gregge.
Perché una classe diventi buona o cattiva occorre il contributo di chi la compone. Non dite, perciò: "Non posso studiare in questa classe", oppure "Mio figlio è in una brutta classe, non è colpa sua se non arrivano risultati": ricordate che le valanghe cominciano da un fiocco di neve!

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mercoledì 15 ottobre 2008

MARTA HA PRESO 7!!



Marta è venuta volontaria per rimediare ad un voto piuttosto mediocre ottenuto nello scritto. Marta ha dei problemi di logica, perciò non riesce sempre ad applicare correttamente le regole alla pratica degli esercizi, tuttavia ha dimostrato di avere studiato abbastanza bene (se avesse saputo tutto avrebbe preso 10), ma la cosa veramente impagabile è stato il rossore di soddisfazione che le ha colorito il viso quando è tornata al posto e la contentezza che le brillava dagli occhi.
E'giusto che venga ricompensato lo sforzo, è normale che il lavoro porti buoni frutti. Spero che Marta capisca che questa bella cosa le può capitare sempre e che non si tratta di un caso isolato, vorrei cioè che collegasse il bel voto al pomeriggio passato a studiare.
Un voto positivo non serve solo all'insegnante per ricordarsene al momento della valutazione, ma deve servire anche all'allievo come rinforzo positivo, come rinfocolamento della motivazione, come monito per tutte le altre volte in cui non avrà voglia d'impegnarsi.
Studiare è un lavoro quotidiano, come preparare i pasti o fare le pulizie; è un piccolo argine al disordine e al caos dell'universo, è una pietra posta sulla strada che ci porta all'obiettivo che vogliamo raggiungere.
Buon viaggio a tutti voi, a tutte le persone che, come Marta, oggi hanno ricevuto un buon frutto per il loro lavoro.

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martedì 14 ottobre 2008

IL FUTURO E' NELLE TUE MANI



Proprio così, e non c'è altro. Sei solo tu che costruisci sulla roccia, o costruisci sulla sabbia e il vento e la pioggia spazzeranno via tutto. Non c'è nessuno che possa farlo al posto tuo; chi tiene a te, al tuo futuro, potrà consigliarti, chiederti, spingerti a fare le scelte giuste, ma solo tu puoi fare veramente quello che devi. Vuoi un futuro mediocre? Passa il giorno a non far niente. Vuoi un futuro onesto, semplice, felice? Datti da fare, impara ora quello che ti sevirà poi.
Se sei un genitore non commettere l'errore che sembra oggi un privilegio comune: quello di dire sempre di sì, di sentirsi momentaneamente bene perché non si è presa la responsabilità di portare un castigo fino alla fine, di fare un rimprovero serio; cercare sempre l'alibi, e rivestire questa malsana operazione con l'abito di un'attenzione alle motivazioni, fa male, fa molto male. E' il risultato di operazioni culturali di vecchia data, spesso malintese, anzi, sicurtamente malintese a vederne gli esiti!
Per i figli non dobbiamo essere i peggiori nemici, ma saper superare anche le nostre difficoltà per dare a loro la migliore chance, non solo il miglior videogioco o il più bel vestito o il paio dis carpe alla supermoda. No, queste sono sciocchezze, le cose che importano sono ben altre, non si vedono perché sono nella mente e nel cuore di ciascuno di noi, di ciascuno dei nostri ragazzi. Sono queste cose invisibili che dobbiamo insegnare a vedere, il giubbotto e il telefonino non servono a nulla, sono strumenti, non obiettivi.

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lunedì 13 ottobre 2008

I LUOGHI E LE AZIONI



C'è un luogo per consentrarsi e stare attenti, per creare collegamenti, per richiedere approfondimenti e spiegazioni: è la classe. E' uno spazio geografico dove esiste un gruppo che può interagire e dove le persone, pungolate dagli insegnanti, possono agire gli uni verso gli altri e spingersi vicendevolmente al successo scolastico.
Poi c'è un luogo dove la mente deve rielaborare, nel silenzio, o, al massimo, nel susurro, le idee e le strade che le lezioni hanno aperto:sto luogo è la casa o il ritrovo, dove si studia. Studiare significa libri aperti, mente sveglia, leggere, leggere, leggere finché bast, fino a che l'esposizione orale avviene senza difficoltà.
Quanto tempo occorre? sempre meno, proporzionalmente al lavoro che si ha da fare, man mano che avanza l'allenamento allo studio. Studiare, infatti, è pari ad un allenamento sportivo: maggiori sono i risultati che vogliamo conseguire, maggiori saranno i sacrifici e più grandi le soddisfazioni. Credete che per arrivare ad una medaglia olimpionica basti andare all'allenamento quando si ha voglia, uscire sempre a divertirsi con gli amici, passare i pomeriggi davanti alla TV? Però l'atleta non considera l'assiduità come un sacrificio, perché l'attività che svolge diventa la sua grande passione.
Ti pare stano che qualcuno possa appassionarsi allo studio? Allora non ti sei mai guardato in giro. Sei sicuroal 100% che nella tua classe non ci sia nessuno che studia, che legge, che si sta formando una solida base culturale? Credi che siano nati così, dei geni "nati saputi" che potrebbero stare anche a casa loro, tanto le cose le sanno già? Sbagli, sbagli di grosso e se fai questo errore vuol anche dire che non credi in te, anche se non sei per nulla, salvo nella volontà, diverso a loro. Entra nel club di quelli che sanno veramente vivere la vita!!
non farti prendere la mano da una scala di valori totalmente fasulla, metti al primo posto le cose che valgono veramente!

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domenica 12 ottobre 2008

DOMANI E' LUNEDI'!



Proviamo a cominciare questa nuova settimana con qualche piccola regola di comportamento:
  1. ascoltare: sembra una bazzecola ma "ascoltare" non significa "udire". Ascoltare significa porre la propria attenzione alle parole di un'altra persona e aiutare la nostra mente a fare i collegamenti necessari. come fare? tenendo sotto gli occhi libri, appunti, tutto quello che ci serve a cercare velocemente gli agganci con le cose già dette.
  2. interessarsi. Si può fare a comando? Ebbene sì. Bisogna imporselo, a volte, all'inizio è anche faticoso. Ma quando l'interesse nasce non sentiremo più lo sforzo perché ciò che stiamo facendo ... ci piacerà!
  3. Lavorare in anticipoi. Voglio dire: se domani ci assegneranno un compito che sarà da presentare, poniamo, giovedì, non aspettiamo mercoledì, magari di sera, per farlo: facciamolo oggipomeriggio. I vantaggi sono molti: innanzi tutto saremo più freschi di spiegazione e non faticheremo troppo a capire e a ricordare, e poi, ma non è un vantaggio secondario, ci risparmieremo un sacco di stress. Essere ordinati e puntuali semplifica la vita!!
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sabato 11 ottobre 2008

BILANCIO DOPO UN MESE




Sì, è passato circa un mese di scuola, almeno per quelle regioni che hanno iniziato in aula il 15 settembre. E' un momento importante perché è ora di fare un primo bilancio.
Se sei una persona che studia con regolarità, avrai solo qualche cosa da ripassare ma in generale dovrebbe andare tutto bene.
Se sei una persona che non studia, sei ancora pienamente in tempo a riprenderti recuperando le cose (non molte, immagino) che sono state svolte dall'inizio ad ora.
Non mi stancherò mai di ripetere che l'imparare dipende dalla volontà di ciascuno a mettersi a lavorare giornalmente, con serietà e soprattutto con una buona costanza.
Succede come nelle diete: non accade nulla se per una volta si sgarra, puoi anche non studiare per un giorno perché hai un buon motivo, sei stanco, c'è la partita della tua classe, hai semplicemente voglia di stare tranquillo a leggere, a disegnare, a passare un pomeriggio coi videogiochi. Per una volta, ripeto, non succede nulla. La mente allenata allo studio è in grado di gestire il proprio rientro velocemente e bene.
Ma se questa è la regola, allora no che non va bene!!
Molti ragazzi che non studiano dicono di farlo perché non sono interessati ad una certa materia. Intanto, c'è il rischio che questa indifferenza si estenda a tutte le aree dello scibile, e poi, per poter dire che una cosa non ci interessa, sarebbe bene che prima la esaminassimo, la "assaggiassimo" per vedere che effetto fa sulla nostra mente e sul nostro spirito.
Le materie non sono composte solo dalle nozioni che gli insegnanti pretendono di ficcarci nel cervello, e non sono nemmeno la somma delle abillità che avremo alla fine del corso; è una faccenda assai più complessa, fatta di emozioni sottili e lievi in grado di riempire la vita e di renderla luminosa. E bellissima.
Hai mai provato a "sentire" l'eleganza di un'equazione, l'equilibrio di un verso, la bellezza di un ragionamento logico che ci consente di scrivere una frase corretta in una lingua staniera? La musicalità e la moralità del latino, il senso di essere, noi, un pensiero di luce generato dai nostri padri... l'orgoglio di esserci per raccogliere quel seme...
Metti sulla bilancia tutto questo e la pigrizia, vedi da che parte pende il piatto. Solo aprendo la mente potrai vivere pienamente la tua vita, credimi.

venerdì 10 ottobre 2008

UN AIUTO PER TE


Questo blog nasce per te studente, studente lavoratore, adulto che ritorna sui banchi di scuola, genitore, insegnante, per avere un aiuto nella cosa più importante che ci sia: formarsi una cultura solida e farlo nel miglior modo possibile.
Hai un problema, un'idea, un suggerimento? Lascia il tuo commento e da questo apriremo una discussione pubblica.
Non te la senti di esporre le tue idee o i tuoi problemi?
Ogni giorno troverai su questo blog un suggerimento, un aiuto, una piccola luce che ti farà procedere nella tua strada.
Dalla mia esperienza (sono trent'anni che passo la mia vita nelle classi, ho un esercito di ex allievi che viene a ringraziare per come sono stati ben preparati e per i risultati eccellenti che hanno avuto in seguito, al liceo o all'università) ti posso dire che molte volte i ragazzi o i loro genitori si sentono soli e non hanno un posto dove andare a chiedere un parere autorevole.
Ora questo posto esiste... a portat di click!
A domani!